"Se non scali la montagna, non ti potrai mai godere il paesaggio"

Pablo Neruda

Perché rivolgersi allo Psicologo?

Nella vita di tutti i giorni le persone si trovano a dover affrontare svariate situazioni. Alcune di queste possono generare disagio, dal momento che la mente può rimanere vittima di errori cognitivi o modelli eccessivamente rigidi di interpretazione della realtà.

Rivolgersi ad uno psicologo fornisce la possibilità di scoprire il funzionamento della propria mente, cogliendone punti di forza e limiti.

Il mio approccio clinico si basa sulla terapia cognitivo comportamentale, dove il singolo individuo viene “guidato” a lavorare sulla correlazione pensiero-emozione-comportamento. 

Infatti, dietro ad un’emozione eccessivamente dolorosa o disfunzionale, che può essere causa di stati depressivi, ansia, panico, eccessivo imbarazzo nel parlare in pubblico, eccessiva timidezza, ecc., c’è un “pensiero dannoso” o per meglio dire “disfunzionale” che la genera, derivato da un nostro modo personale di “interpretare” gli eventi e le situazioni, e che si automatizza. 

L’approccio cognitivo-comportamentale permette di lavorare su queste convinzioni disfunzionali modificandole e ricercando strategie più efficaci per affrontare la situazione fonte di disagio e di stress, con un coinvolgimento attivo e diretto del cliente, anche mediante l’utilizzo di “compiti” da volgere al di fuori della seduta, per ottimizzare tempi e risultati. 

 

" L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi"

Marcel Proust

 

La Terapia Cognitiva

La Terapia Cognitiva si pone come obiettivo quello dell’educazione dei pazienti ad identificare e controllare i pensieri, le convinzioni e gli assunti negativi, e quello dell’identificazione di quelli che sono gli errori logici contenuti nelle convinzioni e di alternative realistiche e vantaggiose rispetto al modus cogitandi.
La terapia cognitiva è un intervento con determinate caratteristiche. Infatti è limitato nel tempo, strutturato, direttivo, basato sulla collaborazione ed orientato sui problemi. Il modello cognitivo-comportamentale presuppone una visione dell'uomo come "attivo costruttore di teorie e solutore di problemi", protagonista indiscusso del proprio cambiamento.

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